BELGAMOTTA

Pero - Belgamotta

La varietà di pero Belgamotta non viene citata dagli autori della fine dell'700 come il Manca dell'Arca (1780) anche se questo autore cita le varietà bargamota genovesa e bargamota de ottognu delle quali attualmente non si ha la disponibilità ma che potrebbero essere simili o di origine comune con la Belgamotta.

Scheda della risorsa PDF

Regno: Vegetale

Famiglia: Rosaceae

Genere: Pyrus

Specie: Pyrus communis L.

Area di origine: Areali frutticoli della sardegna

Rischio di estinzione e/o erosione genetica: Si

Agricoltori custodi: PORQUEDDU Salvatore Matteo

La varietà di pero Belgamotta non viene citata dagli autori della fine dell'700 come il Manca dell'Arca (1780) anche se questo autore cita le varietà bargamota genovesa e bargamota de ottognu delle quali attualmente non si ha la disponibilità ma che potrebbero essere simili o di origine comune con la Belgamotta. Il Moris (1837) cita la varietà Bergamotta  Esperen prodotta in Belgio nel 1820 ma che potrebbe essere un ascendente della varietà locale Belgamotta. Anche il Tamaro (1916) cita la Bergamotta Esperen e ne descrive le caratteristiche indicando un periodo di maturazione (Da febbraio a maggio) ben diverso da quello della Belgamotta (seconda decade di agosto).  Il Cherchi Paba (1974-1977) individua alcune varietà di pero definite Bergamotto (bronco, d'autunno, di Bussi penticostino - vernino, tardivo statereccio) ma ancora nessuna Belgamotta. La Bergamotta appare citata anche da Vacca e Concas  (1916) nel quale viene citata la pera bergamotta e descritta l'etimologia del nome di origine turca.

Il lavoro di maggior rigore scientifico nella catalogazione delle pere sarde è di Agabbio et al. (1986) nel quale si indicano i diversi storici che hanno studiato la frutticoltura sarda e le varietà da essi descritte. Così accanto alla Bragamotta appare finalmente anche la Belgamotta citata per primo da Gana nel 1971 e poi dallo stesso CNR nel 1985. La Belgamotta viene ampiamente descritta da Agabbio nel 1986 ma successivamente anche nel suo libro pubblicato nel 1994.

 Fonti

Agabbio m., Suelzu R., Mulas M., Mannoni G., 1986 - Patrimonio genetico delle pomacee in Sardegna. Il pero: cenni storici e cultivar individuate. Studi Sassaresi 119-139

Agabbio et. al., 1994 - Patrimonio genetico delle specie arboree da frutto. Le vecchie varietà della Sardegna. Delfino Edizioni. A cura di Mario Agabbio

Gana A., 1971 - Vocabolario del dialetto e del folklore gallurese. 387-446. Ed. Fossataro, Cagliari.

Manca dell’Arca A., Agricoltura di Sardegna, Nuoro, Ilisso, 2000 (ed. orig. 1780).

Moris G., Flora Sardoa, seu historia plantarum in Sardinia et adiacentibus insulsi vel sponte Nascentium, Torino, 1837.

Vacca  Concas S., 1916 - Manuale della fauna e della flora popolare sarda indigena e naturalizzata con la aggiunta dei nomi delle piante e degli animali esotici più conosciuti. Pag.187. Ed. Gina Falcone, Cagliari.

B1 Presenza/legame con il territorio
B1.1 Identificazione della risorsa
B1.2 Area geografica
B1.3 Risorsa presente nel Comune/Area geografica di origine o introdotta da altro territorio
B1.4 Tempo di presenza della risorsa in quel territorio
B1.5 Percezione dell'entità del legame della risorsa con il territorio
B2 Informazioni storiche, antropologiche, indagini e studi scientifici
B2.1 Disponibilità di documentazione storica/archivistica a supporto del legame della risorsa genetica con il territorio
B2.2 Bibliografia
B3 Conoscenze tradizionali associate
B3.1 Utilizzo alimentare della risorsa
B3.2 Utilizzo non alimentare della risorsa
B3.3 Ambito di processo
B3.4 Processo di lavorazione del prodotto
Selezionare metodo di conservazione:
Selezionare metodo di trasformazione:
B3.5 Tecniche di allevamento, di gestione e di riproduzione
B3.6 Principali ragioni di utilizzo di una risorsa genetica
B3.7 Impiego durante eventi culturali, religiosi, folkloristici etc.
B4 Trasmissione dei saperi relativi a coltivazione e uso della varietà
B4.1 Cenni storici (specificare)

Traccia:

  • Riferimento a riti e simboli nell'allevamento (lune, ricorrenze, ecc.), scambio di materiale genetico fra allevatori (ora e/o in passato), proverbi, favole, detti, storie legate alla cultura, nomi di prodotti derivati
  • Ricette (allegare, in formato digitale, le eventuali ricette alla sezione altri file, correlandola alla tipologia "file relazione storica")
  • Modalità di trasmissione dei saperi (scritta, orale etc.). Componenti della famiglia coinvolti nella trasmissione delle informazioni
  • Quali esperienze e quali soggetti sono stati fondamentali nell’apprendere i saperi relativi al bene? Chi ha trasmesso questi saperi? In quali occasioni?
  • A chi si stanno trasmettendo questi saperi? In quali occasioni? Sono stati introdotti cambiamenti rispetto ai saperi tradizionali?
B5 Note e commenti
B1.2 Area geografica
B1.3 Risorsa presente nel Comune/Area geografica di origine o introdotta da altro territorio
B1.4 Tempo di presenza
B1.5 Percezione dell'entità del legame della risorsa con il territorio
B2 Informazioni storiche, antropologiche, indagini e studi scientifici
B2.1 Disponibilità di documentazione storica/archivistica a supporto del legame della risorsa genetica con il territorio
B2.2 Bibliografia
B3 Conoscenze tradizionali associate
B3.1 Utilizzo alimentare della risorsa
B3.2 Utilizzo non alimentare della risorsa
B3.3 Ambito di processo
B3.4 Processo di lavorazione del prodotto
Selezionare metodo di conservazione:
Selezionare metodo di trasformazione:
B3.5 Principali ragioni di utilizzo di una risorsa genetica
B4 Trasmissione dei saperi relativi a coltivazione e uso della varietà
Cenni storici (specificare)

Traccia:

  • Riferimento a riti e simboli della coltivazione (lune, ricorrenze, ecc.), scambio di seme fra agricoltori (ora e/o in passato), proverbi, favole, detti, storie legate alla cultura, nomi di prodotti derivati
  • Ricette (allegare, in formato digitale, le eventuali ricette alla sezione altri file, correlandola alla tipologia "file relazione storica")
  • Modalità di trasmissione dei saperi (scritta, orale etc.). Componenti della famiglia coinvolti nella trasmissione delle informazioni
  • Quali esperienze e quali soggetti sono stati fondamentali nell’apprendere i saperi relativi al bene? Chi ha trasmesso questi saperi? In quali occasioni?
  • A chi si stanno trasmettendo questi saperi? In quali occasioni? Sono stati introdotti cambiamenti rispetto ai saperi tradizionali?
B5 Note e commenti

Link e documenti correlati

Pianta di grande vigore, forte ramificazione con portamento pendulo. Foglie piccole di apice acuto e base ottusa, bordo crenato e picciolo lungo. epoca di fioritura e maturazione intermedia. Frutto di forma turbinata breve di medie dimensioni con colore di fondo giallo e una piccola estensione di sovracolore rosso rosato  e picciolo lungo. Polpa di media succosità, consistenza e tessitura.
Informazioni risorsa
A1 Caratterizzazione morfologica
A2 Inquadramento agro-ambientale
A2.1 Identificazione sito

Luogo di conservazione

Modalità di conservazione In Situ/On Farm

Modalità di conservazione Ex Situ

 

A2.2 Conduttore dell'azienda

Attività agricola prevalente

A2.3 Ordinamento produttivo prevalente dell'azienda
A2.4 Caratteristiche luogo allevamento
A2.5 Rischio di erosione genetica o di estinzione
A2.6 Sistema allevamento
A2.7 Origine del materiale allevato

Origine riproduttori

Epoca di introduzione in azienda

Luogo dove è stato inizialmente reperito

A2.8 Consistenza
A2.9 Ruolo della risorsa in azienda
A2.10 Usi della risorsa

Destinazione

Ambito di processo

A2.11 Metodo di riproduzione
A2.12 Commercializzazione
A2.13 Rischio di perdita dell'accessione a giudizio del rilevatore
A2.14 Notizie su altre popolazioni o individui simili locali scomparsi
A3 Caratteri produttivi e riproduttivi

Fornire le sottostanti informazioni relative ai caratteri produttivi e riproduttivi della razza, in funzione della specie che si considera.
Caratteri produttivi
- per animali da latte: livelli produttivi di primipare e adulte per lattazione e durata lattazione, eventualmente % TG e TP per lattazione
- per animali da carne: peso a età tipiche (nascita, svezzamento o 30 gg, 90 gg, 6 mesi, 1 anno, peso medio alla macellazione
Caratteri riproduttivi
- stagionalità dell'estro: poliestro continuo o stagionale, periodo di anaestro
- età media al primo parto
- fertilità annua (intesa come rapporto percentuale tra il numero delle femmine partorite ed il numero delle femmine messe in riproduzione).
- prolificità (intesa come rapporto percentuale tra i nati ed il numero delle femmine partorite).
- fecondità annua (intesa come rapporto percentuale tra i nati ed il numero delle femmine messe in produzione).

A2 Inquadramento agro-ambientale

Luogo di conservazione

 
A2.1 Identificazione sito collezione
A2.2 Conduttore dell'azienda

Attività agricola prevalente

A2.3 Ordinamento produttivo prevalente dell'azienda
A2.4 Caratteristiche luogo di collezione
A2.5 Origine del materiale collezionato

Luogo dove è stata inizialmente reperita la risorsa

A2.6 Materiale ritrovato/collezionato

Tipo

Quantità

A2.7 Parti della pianta utilizzate

Selezionare almeno una voce

A2.8 Usi della pianta

Destinazione

ambito

A2.9 Metodo di propagazione
A2.10 Tipo di portainnesto
A2.11 Sistema colturale
A2.12 Gestione colturale

Avversità - tipo/diffusione

A2.13 Modalità di raccolta
A2.14 Metodi di conservazione e trattamento post-raccolta
A2.15 Commercializzazione
A2.16 Rischio perdita dell'accessione
A2.17 Notizie circa altre collezioni o varietà simili locali scomparse
A3 Caratterizzazione genetica e/o morfo-colorimetrica dei caratteri seminali e fruttiferi
A4 Caratterizzazione genetica

Non obbligatoria, se non su richiesta specifica della Commissione tecnico-scientifica

A4 Note e commenti
A5 Note e commenti
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